Ettore Scola Felice Laudadio

I primi della lista

 di Roan Johnson con Claudio Santamaria, Francesco Turbanti, Paolo Cioni, Sergio Pierattini, Daniela Morozzi, Fabrizio Brandi. Italia 2011, 85’.v. o., engl. subt.

Produzione Urania Pictures, Palomar
Sceneggiatura Roan Johnson, Davide Lantieri
Fotografia Tommaso Borgstrom
Musiche Ratchev & Carratello
Montaggio Marco Guelfi
Scenografia Mauro Vanzati

Questa è una storia vera, successa il 1 giugno 1970. Dopo le manifestazioni degli studenti e gli scioperi, l’Italia è a un bivio: da un lato ci sono ancora l’ingenuità e i sogni sinceri della stagione del ’68, dall’altra sta iniziando una lotta interna sempre più cruenta. 
A Pisa, nell’ambiente del movimento studentesco, arriva la notizia che sta per scattare un colpo di stato. Tra i ragazzi più esposti c’è Pino Masi, un cantautore che ha fondato da poco il Canzoniere Pisano e fa concerti davanti a migliaia di ragazzi. Quel giorno nella sua soffitta ci sono due liceali, Renzo Lulli e Fabio Gismondi: hanno appena vent’anni e sognano di suonare con Pino Masi che per loro è un mito, un leader indiscusso. Quando li prende da parte e spiega loro che devono andare fuori città per evitare pericoli, accettano. I tre si mettono in marcia verso il confine jugoslavo dove però si trovano di fronte la cortina di ferro: buio, fili spinati, perquisizioni alle macchine davanti. Ripiegano allora verso l’Austria. Una volta lì, il poliziotto guarda perplesso il patentino del Gismondi e la denuncia di smarrimento del Masi. Va alla radio per capire se si può fare un permesso giornaliero. Convinti di essere stati beccati, si lanciano con la macchina verso l’Austria e la salvezza. 
Il Masi e il Gismondi vengono arrestati dai poliziotti austriaci, l’unico che riesce a scappare è Renzo Lulli. Mentre corre verso la libertà, ricercato dalle polizie di due paesi e senza una casa dove tornare, si sente un eroe, un vero ribelle in fuga. Lo ritrova il Masi su una jeep degli austriaci: “tranquillo, ci danno l’asilo politico!”
Li portano tutti e tre in un carcere e qui iniziano ad affiorare i dubbi: perché ci hanno messo in cella e ci guardano perplessi quando parliamo di golpe? All’interrogatorio con l’Interpol tutto si fa chiaro: non c’è stato nessun colpo di stato.
Quando li liberano, i tre si tolgono la soddisfazione di fare il loro primo e ultimo concerto davanti alle inferriate dell’istituto. Per un attimo sembrano guardare nel futuro: la loro storia personale e quella d’Italia non sarà facile, ma forse, adesso, sono pronti per affrontarla.
pressbook


In programmazione

24/03 ore 16.00 Galleria 1
Replica: 25/03 ore 22.45 Galleria 2
ingresso € 2,00 

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