Ettore Scola Felice Laudadio

Il sorriso del capo

 Cinema&Storia
di Marco Bechis. Italia 2011, 75’.

Produzione Cinecittà Luce, Karta Film
Sceneggiatura Marco Bechis, Gigi Riva
Montaggio Marco Bechis, Iacopo Patierno

Ogni leader carismatico, in qualsiasi epoca, ha pensato di costruire la popolarità attraverso una maniacale cura della propria immagine. Sfruttando i mezzi e le tecnologie che aveva a disposizione. Il duce italiano Mussolini ha avuto la ventura di essere pressoché contemporaneo alla nascita di quello che, all’ inizio del Ventesimo secolo, era il media più potente, amato e diffuso: il cinema. Intuendone le straordinarie potenzialità ha creato l’Istituto Luce per diffondere il culto della sua personalità e per formare l’”uomo nuovo” a sua immagine somiglianza, altro sogno di ogni dittatura. In questo senso l’”esperimento” di Mussolini è paradigmatico. Il documentario “il sorriso del capo”, un film di montaggio che si avvale solo dello straordinario archivio dell’Istituto Luce, si propone di raccontare i meccanismi di questa vera fabbrica del consenso, strumento fondamentale del populismo. Si sono accuratament evitati gli spezzoni che riguardano la guerra e ci si è concentrati su altre pellicole meno note e addirittura più persuasive. Come il regime  preparava ragazze e ragazzi ad essere, in futuro, buoni cittadini fascisti, come convinceva una nazione povera di essere cruciale e decisiva per i destini del pianeta, come glorificava il capo e il suo pensiero. Sembra oggi. Era quasi un secolo fa.

Il regista si è confrontato con l’archivio dell’Istituto Luce in un modo inedito. Ha rinunciato all’artificio della voice-over, espediente a cui spesso si ricorre con il materiale d’epoca, per privilegiare suoni, linguaggio e atmosfere originali. Il risultato è una resa più precisa, spesso spassosa ed esilarante, di che cosa era la propaganda e a quali fini mirasse. Il montaggio ha seguito rigorosamente un percorso a parabola dall’ascesa alla caduta e il filo conduttore è la tecnologia dell’epoca: come è stata usata ai fini della glorificazione del Capo. Ogni evento è scandito da un frammento di discorso del duce a Torino del 1932 non perché fosse epocale ma perché si vede un Mussolini poco rappresentato, in maniceh di camicia e colto anche nelle debolezze del rapporto col suo popolo. Ad accompagnare il tutto, la voce di un uomo nato nello stesso anno del fascismo e “italiano esemplare” per come ha dapprima subito la dì fascinazione del regime per poi vederlo sprofondare nel ridicolo. Il tutto è stato assemblato con cinegiornali, documentari, repertori non montati tra cui anche molti filmati inediti come gli sketch di propaganda politica dal titolo “fesso di guerra”, vere mini fiction ante litteram, interpretate tra gli altri anche dalla storica voce dei cinegiornali Guido Notari. Il risultato è un film che si riferisce a un’epoca ma la travalica. E diventa un simbolo di cosa sia la manipolazione della realtà ad ogni latitudine e in ogni epoca.

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In programmazione
25/03 0re 17.00 Galleria 4
ingresso € 1,00 

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