Ettore Scola Felice Laudadio

In me non c’è che futuro

 Cinema&Storia
di Michele Fasano. Italia 2011, 144’

Personalità intervistate: Alberto Berghino, Patrizia Bonifazio, Davide Cadeddu, Umberto Chapperon, Nicola Colangelo, Cleto Cossavella, Gianfranco Ferlito, Gastone Garziera, Massimo Levi, Cornelia Lombardo, Giovanni Maggio, Ettore Morezzi, Giannorio Neri, Emilio Renzi, Renato Rozzi, Sandro Sartor, Alberto Tridente, Giovanni Truant.

Produzione Sattva Films production and school srl
Sceneggiatura Michele Fasano
Musiche Marco Dalpane
Montaggio Michele  Fasano
Fotografia Michele Fasano

La prima parte del film, Alle origini di un modello (72 min.), pone attenzione alla poliedrica quantità di fonti di ispirazione di Adriano Olivetti e alla radice paterna delle sue attenzioni plurali, il che fa del padre Camillo, per il figlio Adriano, l’accesso diretto non solo ad una disciplina e ad una metodologia professionale, ma anche ad un atteggiamento tipico degli ambienti più avanzati della ricerca politico sociale del socialismo riformista degli inizi del secolo XX, da cui Adriano di certo prende avvio (da Turati e Prampolini, frequentazioni del padre, fino a Salvemini, Rosselli, Gobetti, amici di Adriano). Accanto alla descrizione delle origini della “idea olivettiana”, man mano si chiarisce la complessità del “modello olivettiano”, nella sua concretezza e compiutezza, per coglierne il nesso con le cause remote, meno immediatamente evidenti. Come dire, nella prima parte del film si parla del seme e del germoglio.

La seconda parte del film, Il modello comunitario concreto (72 min.), completa il quadro tramite un intreccio analogo a quello della prima parte. Qui, però, si alternano la descrizione del pensiero politico più ampio e del progetto costituzionale federalista di Adriano Olivetti, affascinato intanto dal Personalismo di Maritain e Mouneir, con la descrizione della fase matura del modello comunitario applicato nella fabbrica di Ivrea. In tal modo si offrono quelle suggestioni che permettono allo spettatore di intendere la visione dello Stato Democratico che aveva in animo Adriano Olivetti. Si comprende come, arrivando da lontano, nella fabbrica trovarono concreta realizzazione esemplare dinamiche politico sociali che intendevano essere applicabili su più ampia scala, in definitiva, ad uno Stato Italiano che altrimenti non avrebbe potuto essere definito davvero democratico. Come dire, nella seconda parte del film si parla delle diverse fioriture derivanti dal seme originario… e dei loro frutti, purtroppo non colti, se non nella piccola grande enclave olivettiana.


In programmazione
27/03 ore 22.15 Galleria 4
ingresso € 1,00 

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